Il DdL Gelli e l’ “equilibrio” tra medico e paziente

La materia responsabilità professionale del personale sanitario è oggetto di discussione nelle Aule parlamentari grazie al  c.d. disegno di Legge Gelli. I temi affrontati dal DdL, attualmente al vaglio dei Senatori dopo il via libera della Camera bassa, riguardano da un lato la tutela al risarcimento del danno subito dal cittadino, dall'altro la tutela dell'™attività dell'™esercente la professione sanitaria. I punti cardine del DdL Gelli si concretizzano attraverso l'™attività di due istituti, quello del œDifensore civico e quello dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità. Il difensore civico potrà essere adito dai cittadini, in maniera gratuita, sui casi afferenti disfunzioni del sistema sanitario. All'™Osservatorio nazionale, invece, spetteranno compiti definibili centrali del DdL Gelli poiché è questo Istituto che dovrà individuare le c.d. linee guida mediante la predisposizione di indirizzi per la prevenzione e la gestione del rischio sanitario. Tali linee guida saranno anche indicate da società scientifiche e da istituti di ricerca iscritti in un apposito elenco. Il secondo aspetto si basa sulle c.d. linee guida difatti il DdL prevede l'™inserimento dell Articolo 590-ter del Codice Penale. Secondo questo dispositivo l'esercente la professione sanitaria, che a causa di imperizia, cagioni la morte o la lesione del paziente risponde dei reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose solo in caso di colpa grave. Di contro la colpa grave verrà esclusa quando verranno rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida. Inoltre, secondo il testo in discussione,  solo il dolo e la colpa grave rappresentano ipotesi per le quali potrà essere esperita la c.d azione di rivalsa nei confronti del medico. L'™azione di rivalsa da parte della struttura sul singolo professionista, sottolinea il Legislatore obbligatoria o si ricorrerà alla Corte dei Conti, può essere esercitata soltanto successivamente al risarcimento avvenuto sulla base di un titolo giudiziale o stragiudiziale. Affinché tale enunciato venga rispettato il DdL evidenzia l'obbligatorietà della copertura assicurativa per gli esercenti le professioni sanitarie. In assenza di idonea copertura la struttura che ha esperito azione di rivalsa può trattenere direttamente dalla busta paga del medico sino ad un quinto dello stipendio mensile per un ammontare massimo pari al triplo della sua retribuzione annua. In tema di responsabilità civile invece il DdL prevede un doppio binario: responsabilità contrattuale a carico delle strutture pubbliche e private ed extracontrattuale per l'™esercente la professione sanitaria prevista infatti la natura extracontrattuale della responsabilità dei medici non liberi professionisti con conseguente inversione dell'onere della prova, a discapito del paziente, nonché il dimezzamento del termine di prescrizione (da 10 a 5 anni). La responsabilità contrattuale verrà allargata anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime intramoenia nonché a quelle svolte attraverso la telemedicina. Infatti le Aziende del SSN, le strutture e gli enti privati operanti in regime autonomo o di accreditamento con il SSN devono assumere su di sé l'obbligo di risarcire, tramite assicurazione, i danni cagionati dal personale, non solo dipendente ma "a qualunque titolo operante" non solo nell'Azienda ma anche "presso l'azienda", in qualsiasi luogo cioè si trovi ad agire per fini istituzionali aziendali. Per le strutture inoltre l'™obbligo assicurativo è rimarcato dalle esigenze di trasparenza, infatti le polizze assicurative RCT/RCO MedMal dovranno essere pubblicate sui siti internet delle Strutture corredate dalle condizioni generali di contratto. Rimanendo in tema di coperture assicurative il DdL cerca di dare una risposta concreta alle ipotesi di inoperatività della polizza (ad es. Insolvenza o liquidazione coatta della Compagnia Assicuratrice) poiché è prevista l'™istituzione di un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da Responsabilità sanitaria.